Il Metodo di Studio Universitario Perfetto: La Formula Segreta per il 30 e lode

Giuseppe Moriello - Metodo di Studio UniversitarioCiao, sono Giuseppe Moriello, il co-autore di Metodo Universitario, e alla fine di questo articolo saprai esattamente:

1) Quali sono le Fasi di un Metodo di Studio Perfetto che ti garantisce di avere una preparazione da 30 in pochi giorni.

2) Quali passi dovrai seguire per assicurarti di fare esattamente le attività giuste al momento giusto, in modo da: risparmiare settimane preziose della tua vita, non avere ansia e vuoti di memoria all’esame.

Infatti, normalmente, crediamo che l’ansia da esame, i vuoti di memoria, la confusione mentale e investire mesi in un esame, siano cose normali per uno Studente Universitario.

In realtà, sono comuni, ma non sono affatto normali.

Questi sono solo i sintomi del fatto che continuiamo a studiare all’università con lo stesso Metodo del Liceo, ossia:

  1. Leggi e ripeti.
  2. Evidenzionite (colorare il libro)
  3. Riassunti.
  4. Mega Infarinatura generale.
  5. Assenza di fasi precise e scientifiche.

Quando infatti, inizi ad applicare un Metodo di Studio Universitario questi sintomi spariscono, e hai una maggiore chiarezza mentale e una maggiore sicurezza.

Avere un Processo già deciso, studiato per l’università è come avere un Tom Tom. Questo infatti ti permette di:

  1. Risparmiare Tempo ed Energie facendo la strada più veloce.
  2. Goderti il Viaggio e il Paesaggio, perché non devi continuamente guardare la cartina.
  3. Non avere continuamente l’ansia di stare sbagliando Strada.

Allo stesso modo, alla fine di questo articolo avrai un Processo studiato, scientifico e testato che ti permetterà di:

  1. Risparmiare Tempo ed Energie facendo l’attività giusta al momento giusto.
  2. Goderti quello che studi perché non devi continuamente preoccuparti di “cosa fare dopo” e “quando farlo”.
  3. Non avere l’ansia di stare continuamente perdendo Tempo.
  4. Arrivare alla data dell’esame con una preparazione da 30.

Ad esempio, molto spesso ripetiamo nel modo e nel momento sbagliato, quindi alla fine ci ritroviamo ad avere buttato giorni a fare un’attività inutile che comunque non ci fa ricordare le informazioni (o ce ne fa ricordare poche).

In questo articolo, quindi, voglio consegnarti il Tom Tom che ti indicherà la strada. Conoscendola potrai studiare con la certezza di stare facendo la cosa giusta al momento giusto.

Quindi le fasi sono importantissime per perché ci regalano 2 Grandissimi Benefici che sicuramente faranno la differenza nella tua carriera universitaria:

I 2 Benefici di un Metodo di Studio Universitario diviso in Fasi Separate

Le Fasi sono importanti per 2 Motivi:

1) Lo Studio ci Stanca Molto Meno.

La stanchezza mentre studi non deriva tanto dal fatto del studiamo, quanto dal fatto che saltiamo continuamente da un’attività all’altra.

Cioè la sessione di studio dello studente medio consiste in una cosa del genere:

Leggo, capisco mentre memorizzo, poi magari ripeto un po’, poi torno a rileggere e ad evidenziare, poi di nuovo a ripetere, poi di nuovo a rileggere.

E magari mentre ripetiamo cerchiamo sia di memorizzare, sia di controllare che abbiamo memorizzato, sia di allenare l’esposizione.

In questo caso abbiamo un bel problema.

Quando la mettiamo in queste situazioni incasinate, nostra mente è come un giocoliere che deve pensare a 5 palline contemporaneamente.

Sì, belle le palline che saltano, ma questo “giocolieggiare” ci succhia via le energie peggio di un vampiro in astinenza.

Se invece passiamo tutto il giorno focalizzati su una sola attività alla volta allora la nostra mente risparmia tantissima energia e possiamo studiare senza stancarci, rendendo anche molto di più.

Il saltare continuamente da un’attività all’altra è chiamato Task Switching (cambio d’attività), ed è il killer principale del nostro rendimento.

2) Il Secondo Motivo per cui dovremmo seguire le Fasi del Metodo di Studio Universitario, è che Siamo molto più Produttivi.

Se insegui due Conigli, scapperanno entrambi

Proverbio Cinese

Ad esempio capire e memorizzare sono 2 cose che vanno fatte separatamente come ti mostrerò tra poco.

Quando hai capito tutto, allora dopo, e solo dopo, puoi andare a memorizzare per assicurarti di arrivare davanti al professore trasmettendo sicurezza e preparazione.

 

Ma capiamo meglio questi principi con una metafora simpatica e molto patriottica:

Ecco perché, per preparare gli esami in meno tempo, non devi buttare il sale direttamente sul piatto di pasta.

Se vogliamo parlare di Metodo di Studio Universitario, dobbiamo prima di tutto dominare questa confusione e iniziare a ragionare per fasi.

Infatti è importante che ci siano delle fasi ben precise che dobbiamo rispettare per non mandare a pulcini quello che abbiamo fatto nei giorni prima.

Per fare questo dobbiamo imparare a ragionare per fasi e procedure, come se fosse una ricetta.

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E vorrei spiegarti questo principio con una storia.

Lasagna Vs Pasta col Sale

Nel 2014 sono andato a trovare Remo, un mio amico che quell’anno era in Erasmus  in Germania.

Era a Monaco con precisione, e viveva in questo Studentenstadt, ossia uno studentato per ragazzi che volevano fare un po’ di bordello.

E tra questi ragazzi che facevano bordello, c’era un Tedesco che continuava a buttare il sale sulla pasta.

Sacrilegio obviously. Non si fa. È cacca.

E noi baldi giovani italiani, lo guardavamo con aria di superiorità dall’alto delle nostre gustose lasagne al forno, preparate da Remo e Giulio (un altro amico che torna spesso nelle mie storie).

I due cuochi italiani avevano seguito alla perfezione tutti i passaggi e quel cavolo di sale va buttato nell’acqua dannazione.

Perché buttate il sale direttamente sulla pasta? Ma non vi vergognate?

“Eh ma io cucino come mi pare”

Sì, ma la tua pasta crucca non si può mangiare però. Sembra di mangiare pezzi di polistirolo salati.

Che è la stesso tipo di reazione che insorge dal mio profondo, quando uno studente mi dice “io studio come mi pare”.

Sì, puoi anche continuare a studiare come un liceale, ma se poi ti segano all’esame che facciamo?

Continuiamo a dare la colpa alla sfiga, oppure ci svegliamo e decidiamo finalmente di realizzare che nessuno ci ha mai insegnato a studiare?

Un Metodo di Studio Universitario ha delle FASI cronologiche ben precise che vanno rispettate, esattamente come una ricetta.

Poi oddio, le lasagne ti vengono fuori lo stesso anche se sbagli la ricetta, ma ne vale la pena?

Allo stesso tempo, non è che sto dicendo che l’esame lo puoi preparare solo con il nostro metodo (altrimenti nessuno si sarebbe laureato prima di Metodo Universitario).

Però se pensiamo al fatto che più della metà degli studenti italiani si laurea fuoricorso e che le pagine più frequentate su internet dagli universitari sono quelle degli “studenti in crisi” due domande me le farei cazzo.

Quindi, vediamo subito quali sono le fasi di un Metodo di Studio Universitario Perfetto:

  1. Organizzazione (- %)
  2. Comprensione (60%)
  3. Memorizzazione (30%)
  4. Esposizione (10%)

Ma arriviamo al sodo e vediamo un po’ queste fasi nello specifico:

Le 4 Fasi di un Metodo di Studio Universitario Perfetto

Prima Fase: Organizzazione (- %)

Gli studenti di solito partono a mille a studiare il libro, a leggerselo come se fosse un Romanzo, dall’introduzione fino all’ultima pagina, come se ogni riga avesse la stessa importanza di quella successiva.

ERRORISSIMO.

Anche io, per i primi 4 anni di Giurisprudenza, sono sempre partito STUDIANDO IL LIBRO.

Ma all’esame non veniamo valutati in base a quanto abbiamo studiato il libro, ma quanto abbiamo preparato l’esame.

“Ma non è la stessa cosa?”

Assolutissimamente none. Infatti:

Studiare il Libro = Studiare per Pagine (sbagliato)

Se vuoi ammazzarti l’anima sui libri senza motivo allora la via più breve è quella di studiare il libro senza preparare l’esame.

Studiare il libro vuol dire vivere nell’illusione che tutti i contenuti abbiano lo stesso valore e che il professore sia un computer che analizza la nostra preparazione ai Raggi-X.

Quando studiamo così, siamo nell’ottica del Topo di Biblioteca, che non studia per risultati ma per acquietare il senso di colpa.

Infatti ho notato che, gli studenti che si stanno spaccando di più la schiena sui libri sono anche quelli completamente focalizzati sul libro.

E nella maggior parte dei casi studiano il libro, ma alla fine non preparano l’esame. 

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Non fare come Valentina

Avevo questa studentessa di medicina che aveva questo brutto vizio di controllare le domande dell’esame pochi giorni prima della data d’esame.

Quindi praticamente studiava dei mesi il libro, poi in fase di ripetizione andava a controllare le domande e si accorgeva di aver saltato quasi tutto quello che chiedevano.

Ma non li saltava apposta, lei era convinta di fare tutto per bene. Era veramente una ragazza intelligente e dedita allo studio.

Il fatto è che non immaginava che il muscolo stiloioideo fosse una cosa importante per il professore.

E così i giorni prima dell’esame puntualmente si accorgeva di aver studiato il libro, ma non preparato l’esame e puff indovina un po’?

Lo rimandava 🙁

Purtroppo troppi studenti venerano il libro come se il 30 dipendesse da quello. Così leggono e rileggono tutto, ma poi vanno all’esame e:

1) O non sanno rispondere.

2) O rispondono, ma non da 30.

3) Oppure sanno pure rispondere bene, ma per rispondere bene hanno sacrificato invano mesi della loro vita, facendo una fatica inutili.

Ed io non mi tiro fuori da questa mischia.

Anche io, i primi anni di università, ero completamente focalizzato sul mattone.

I primi anni di università studiavo dalla mattina alla sera scandagliando ogni pagina.

Il fatto è che il prof non ti mette un voto per quello che hai studiato.

Il prof ti mette un voto in base a quante domande sai rispondere, e a come rispondi a queste domande.

“Studiare il libro” e “rispondere alle domande”, nella testa dello studente in crisi sembrano la stessa cosa, ma non lo sono.

E così passiamo dei mesi a cercare di fare una cosa impossibile:

Fare entrare tutto il mattone nella nostra testa.

Ma la verità è che solo un computer lo può fare.

Allora che succede? 

Che abbiamo sempre una latente sensazione di essere impreparati.

Questa sensazione di essere impreparati provoca ansia, vuoti di memoria e confusione.

Alla fine, quando ci ritroviamo davanti al professore, lui percepisce questa nostra inquietudine interiore.

E magari razionalmente le tue risposte sono anche giuste.

Ma il tuo linguaggio del corpo ti tradisce e trasmette insicurezza al professore. È per questo che lui finisce per pensare “da come parla, questo sembra che ha risposto a culo. Ma ora lo sfido proprio.”

Ed ecco che ti martella chiedendoti i dettagli.

Lo sai perché il prof chiede i dettagli? Perché ha percepito la tua insicurezza e quindi sente di doverti sfidare.

Tu non lo faresti?

È come i cani, percepisce la tua paura. Percepisce che ti vuoi fregare l’esame e quindi ti tartassa.

Per questo all’interno di Metodo Secret, una sezione riservata solo agli studenti di Metodo ho deciso di inserire dei trucchi per farti percepire come iper-preparato già da quando ti siedi.

Purtroppo non posso tirarli fuori altrimenti qualcuno potrebbe prendermi per pazzo o denunciarmi :O

A parte questo, un altro problema è che noi andiamo all’esame con la sensazione che il professore possa leggerci nella mente.

Che possa analizzare la nostra preparazione ai raggi x fino a trovare quel capitolo che non ci siamo fatti.

Ma invece non è così.

La lode diventa un gioco da ragazzi quando smettiamo di focalizzarci sul mattone e iniziamo a focalizzarci sul professore.

Questa è la differenza tra studiare il libro e preparare l’esame.

Dire che per passare l’esame devo studiare bene il libro, è come dire che per andare a letto con una ragazza devo comprare bene i biglietti del cinema.

Cinema - Ocme - Metodo Universitario

Sì, portarla al cinema è il mezzo giusto (forse), ma non è quello su cui devi focalizzarti. 

Non è che stiamo tutto il tempo a pensare:

“Devo pagare i biglietti in maniera perfetta.”

“Devo studiarmi tutte le trame dei film per essere sicuro di scegliere quello perfetto.”

“Devo fare un parcheggio perfetto vicino all’entrata.”

Se vogliamo conquistarla il nostro pensiero dovrebbe essere:

“Cosa è importante per questa ragazza? Cosa la farebbe innamorare di me?”

Meglio no? In confronto, i pensieri di prima sembrano le seghe mentali di uno psicopatico.

E allo stesso modo è assurdo per noi studenti pensare:

“Devo evidenziare bene il libro.”

“Devo fare i riassunti ordinati.”

“Devo ripetere tutto per bene.”

Perché è assurdo? Perché nessuno di questi pensieri tiene conto della cosa più importante: di quello che vuole il professore!

Il nostro pensiero principale dovrebbe essere:”Che cosa devo fare per farmi percepire dal professore come un professionista della materia che ha studiato un anno per quell’esame?”

E non sto dicendo che ci devi passarci sopra un anno, ma che devi vendere questa percezione che tua sia un fenomeno.

Memorizzare tutto il mattone è impossibile, ma sedurre un professore è possibilissimo.

Per stupire il professore devi dargli quello che lui spera tu dica.

E il tuo lavoro principale non dev’essere quello di studiare il programma, come quando portiamo a cena una persona, lo scopo non è mangiare.

Il tuo lavoro principale dev’essere quello di capire cosa del programma è così allettante per il professore da costringerlo a metterti 30.

Ma come facciamo a capire se stiamo studiando il libro o preparando l’esame?

Il sintomo principale del fatto che stai studiando il libro è:“Ho studiato 5 pagine in un’ora, ci sto mettendo troppo?!?”.

Questa frase è una trappola molto pericolosa, perché sembra perfettamente sensata, fino a quando non la analizziamo al microscopio.

Perché? Perché il professore non ci mette un voto in base a quante pagine abbiamo studiato, ma in base a quanto è bella la risposta che sappiamo dare.

Studiare e pensare “Ho studiato 30 pagine in un’ora, vanno bene?” è assurdo quanto andare dal medico e dire:”Salve dottore, ho il mal di testa e ho preso 30 medicine, vanno bene?!?”

E il dottore ti guarda come a dire:”Ma sei scemo o mangi i sassi?”

Ovviamente il dottore ti risponderà:”Cazzo dipende! Che medicine hai preso?!? Che effetti hanno?!?”

E quando un mio studente mi dice:”Ho studiato 20 pagine in un’ora, vanno bene?!?”

Io rispondo:“Cazzo dipende! Che impatto hanno sull’esame?!?”

E magari qualcuno può pensare:”Sì, ma io la risposta bella devo pigliarla dalle pagine, quindi comunque per pagine devo studiare”

Sì, giustissimo, ma è anche vero che magari c’è una pagina in cui ci sono 3 risposte, e poi ci sono 20 pagine che non contengono nessuna risposta bella, quindi magari:

60 minuti dedicati a quella pagina con 3 Risposte Belle —-> è meglio di —> 20 Pagine fatte in 60 Minuti ma di cui non gliene fotte niente nemmeno al professore.

20 pagine fatte in 60 minuti sembra un risultato straordinario, ma se non ti fanno rispondere a nessuna domanda allora non stai preparando l’esame, ma stai studiando il libro..

L’equazione segreta per il 30 quindi è…

Preparare l’Esame = Studiare per Risposte

È letteralmente impossibile memorizzare tutto il libro, ma è invece fattibile trasmettere la nostra preparazione ad un essere umano.

Lo so che i professori sembrano dei Cyborg, ma la cattedra, purtroppo o per fortuna, è formata da esseri umani che hanno dei sentimenti (forse) e delle preferenze.

Il Professore ha scritto dei libri, ha fatto una tesi, ha degli argomenti che lo appassionano, per questo chiede determinate cose più di altre.

Alcuni studenti mi dicono:”eh, ma a me chiedono anche le virgole.”

Non è che chiedono anche le virgole, è che chiedono CERTE virgole.

E tu devi arrivare alla fase di Comprensione, che già sai quali virgole andranno a chiederti, e quali no.

Alcuni studenti mi dicono:”Eh, ma a me chiedono Tutto.”

Alcuni studenti mi dicono:”Eh, ma così mi sembra di barare.”

Non c’entra niente l’etica qui.

Se il Prof, a Diritto Tributario, ogni sessione chiede 40 volte il regime di trasparenza e 0 volte l’assegno circolare.

Ci sarà un motivo. Si vede che per un giurista è molto più importante conoscere il regime di trasparenza che l’assegno circolare.

Se ad anatomia ti chiedono 50 volte la carotide e 1 volta il nervo ascellare ci possiamo fare due domande su quanto al professore importi dell’ascella.

Non si tratta di barare, si tratta di darsi delle priorità.

Il problema principale degli studenti è che trattano ogni pagina come se avesse la stessa importanza delle altre.

La Fase di Organizzazione serve a raccogliere le informazioni necessarie a non fare la più grande cavolata che corrode la media del 90% degli studenti, ossia:

Non saper rispondere alle domande più importanti perché abbiamo perso tempo su:

  1. Note.
  2. Introduzione.
  3. Mega-infarinatura generale dove ci leggiamo tutto i libro 10 volte, colorandolo in preda ad un attacco di evidenzionite.

Quindi non sto parlando di andare lì facendoti quattro cose e sperando in una botta di cous cous. Sto dicendo di andare all’esame senza aver fatto la fase di organizzazione è come buttarsi in un campo minato sparando in aria un po’ a cazzo.

Quante probabilità hai di essere sparato o di saltare in aria?

È probabile quanto un cazzotto di Andrea Giuliani (il nostro coach abruzzese) se gli dici che hai comprato degli arrosticini non abruzzesi.

Andrea Giuliani - Metodo di Studio Universitario

Quindi quella di organizzazione è una fase che nessuno studente cura, ma è la più importante in assoluto.

Per questo all’interno di Esami in 7 Giorni, trattiamo la fase di organizzazione con la stessa importanza delle altre.

In particolare parliamo di tutte le strategie più potenti per anticipare le domande che ti faranno all’esame (anche se non le trovi su internet) e di come organizzare il tuo tempo in modo da studiare fino a 200 pagine al giorno anche se non hai minimamente voglia di stare sulla sedia.

Quindi nella fase di organizzazione oltre a decidere la strategie con cui preparare l’esame, è importante anche saper organizzare il proprio tempo.

Infatti anche questa è un’abilità che va sviluppata.

Ti è mai capitato di studiare per ore e avere l’impressione di non combinare nulla?

Ti è mai capitato di sentirti continuamente distratto e spossato anche se ti sei riempito di caffè e Redbull?

Ti è mai capitato di fissare dei piani ma vederli continuamente saltare?

Tutti questi problemi nascono dal fatto che nessuno ci ha mai insegnato a gestire il nostro tempo.

Ma fortunatamente all’interno di Esami in 7 Giorni troverai tutte le strategie più avanzate per fare in una settimana quello che gli altri studenti stanchi e distratti fanno in 1 mese.

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Ma ora passiamo alla prossima fase!

Seconda Fase: Comprensione (60%)

Perché gli studenti vanno in crisi?

Perché imbrattano i libro con l’evidenziatore per giorni senza rielaborare nulla.

Poi tornano a pagina e uno e pensano:”Aspetta, ma questo l’ho evidenziato io?”

Cioè passano tantissimo tempo a fare una mega-infarinatura generale che ha impatto 0,1 sull’esame.

Quello che dobbiamo fare nella fase di comprensione è quello che Cicerone chiamerebbe Dispositio.

Ossia Cicerone nella sua opera il De Oratore analizza profondamente gli aspetti della retorica e dell’oratoria: inventio (invenzione di un’orazione), dispositio (disposizione degli argomenti), elocutio (il linguaggio arricchito), memoria (capacità di ricordare) e actio (pronunciazione dell’orazione).

Se ci pensi, davanti al professore, è importante essere dei grandi oratori.

Ossia quando il professore ci fa una domanda, ci chiede in realtà di fare un discorso.

E più gli trasmetteremo sicurezza, più sarà preciso questo discorso, e più alto sarà il voto.

E volendo rigirarla in termini Ciceroniani, l’inventio (ossia la prima fase di preparazione di un discorso) corrisponde alla fase di organizzazione.

Cioè nella fase dell’inventio si individuano i contenuti del discorso, e si circoscrivono. In particolare, s’individua il tema (la fase dell’intellectio, cioè significato, senso) e si sviluppano gli argomenti, ricercando le “pezze d’appoggio”, ovvero documentandosi sui fatti (tratto da questo articolo).

Quindi nella fase di organizzazione individuiamo i contenuti su cui costruiremo gli schemi a cascata.

Che invece andremo a fare nella fase di comprensione.

La fase di comprensione corrisponde infatti alla dispositio, ossia  quando si mettono in ordine gli argomenti.

Che è quello che noi chiamiamo “preparare delle risposte”.

È per questo che sono così importanti gli schemi a cascata. Perché essendo delle risposte:

  1. Sono più facili da memorizzare
  2. Non sono ansiogeni, ossia a differenza del libro sono pochi, lineari e ben organizzati.
  3. Sono rielaborati, quindi cristallizzi bene il significato.

In particolare quest’ultimo punto è molto importante.

Se ci metti 8 ore a capire il ciclo di Bolzano-Weierstrass, è un peccato poi mandare tutto a “buone donne”, lasciandolo andare.

Perché se non rielabori e non conservi il ragionamento, quando lo riprendi dopo è come se non avessi fatto niente.

E questo è uno degli sprechi di energie più gravi che mandano in crisi gli studenti universitari.

Perché, dato che si fanno trascinare dall’ansia di fare tutto, alla fine si ritrovano a scaricare nell’oblio il 90% delle cose che capiscono.

Perché invece di cristallizzare il ragionamento strutturando una risposta che poi possono ricordarsi all’esame passano all’argomento successivi nella falsa illusione che quello che hanno capito rimarrà per sempre.

Questo purtroppo sempre per il solito luogo comunque che a scuola “non devi memorizzare come un pappagallo, ma devi capire.”

Se sei un tipo sveglio però, a questo punto avrai già capito che a scuola non c’è niente da capire.

Capire veramente una cosa vuol dire interiorizzarla e saperla mettere in pratica nella vita vera, ossia farne qualche uso.

Ma purtroppo al 95% la scuola italiana è estremamente teorica.

Quindi come ci salviamo da questa cosa?

Strutturando una risposta perfetta, facile da capire e da ricordare, seguendo lo schema che mostriamo dentro Esami in 7 Giorni

In questo modo arriverai alla fase di memorizzazione con delle informazioni finite.

E questa è una cosa essenziale. Perché gli studenti vanno in crisi proprio perché non hanno questo privilegio: avere delle informazioni finite su cui focalizzarsi in fase di memorizzazione.

Cioè lasciare tutte le informazioni sparse nel libro, alla fine ti distrugge la salute mentale e fisica perché hai sempre la sensazione che ti sfugga qualcosa.

Avere tutto organizzato perfettamente negli Schemi a Cascata ti permette di arrivare alla fase di memorizzazione con sicurezza e determinazione.

Una volta che avrai padroneggiato il potentissimo strumento degli schemi a cascata ansia e panico abbandoneranno per sempre la tua quotidianità.

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Ma ora passiamo alla penultima fase, quella di memorizzazione.

Terza Fase: Memorizzazione (30%)

La fase di Memorizzazione è la mia preferita essendo io un Memory Coach e il fondatore di www.palazzodellamemoria.it

Se mi segui da un po’ sai già quanto io ami il Palazzo della Memoria, la tecnica di memoria che ha reso grandi e leggendari personalità come Cicerone, Giordano Bruno e Pico della Mirandola.

Questo strumento mi ha letteralmente salvato la vita, perché ha trasformato la mia memoria da quella di un pesciolino rosso a quella di un computer.

Voglio mostrarti un passo del De Oratore, in cui Cicerone descrive il Palazzo della Memoria, che lui utilizzava per ricordare i suoi discorsi lunghissimi, senza mai leggere nemmeno un fogliettino: 

“Coloro che vogliono esercitare la loro Memoria, devono immaginare dei luoghi, fissarli nella mente e collocare in essi ciò che intendono ricordare.” 

E vorrei spiegarti come ho fatto a laurearmi grazie a questa tecnica. 

Non sono mai stato molto intelligente. Ho sempre dovuto sudare come un dannato per portare dei voti decenti a casa. 

Durante le medie e il liceo, ho sputato litri di sangue sui libri per veder sorridere mia madre quando tornavo a casa con un 7 o con un 8. 

Poi ero soddisfatto, ma il sorriso di quella donna mi costava ore e ore di studio matto e disperato, fino a notte fonda. 

Immagina questo bambino bassino, con la macchinetta, chino sul libro fino alle 2 di notte, con la lampada puntata sul libro. 

Non uscivo mai, non giocavo mai, volevo dimostrare di valere qualcosa portando quei voti a casa

Lo so che non siamo i nostri voti, ma la verità è che non ero atletico, non ero bello, non ero alto, quindi l’unico modo che conoscevo per dimostrare quello che valevo, era studiare. 

Avevo paura che i miei genitori si vergognassero di me, e studiare era l’unico strumento che sentivo di avere, per renderli orgogliosi. 

Il fatto è che la natura non mi ha mai aiutato con una grande memoria. 

Nonostante i miei sforzi, alle interrogazioni mi bloccavo sempre, perché ho sempre avuto una memoria terribile. 

Giulio, uno dei miei migliori amici, mi ha sempre chiamato “Pesciolino Rosso”, perché continuava a dire che dimentico sempre le cose dappertutto. 

Pensa che una volta ho perso il portafogli a casa mia. Ho anche fatto la denuncia della patente alla polizia e poi Giulio l’ha trovato nel cassetto delmio  bagno.

I miei studenti mi conoscono come il “Terzo Classificato ai Campionati di Memoria Italiani”, ma la verità è che, senza Cicerone e Giordano Bruno, col cane che mi classificavo. 

E col cane che mi laureavo. 

Ho dato più esami al mio 5° anno dopo aver scoperto il palazzo, che nei 4 precedenti. 

Ricordo ancora che, prima di andare a letto, ringraziavo l’Universo, Dio, o non so chi, per avermi fatto incontrare il Palazzo. 

È stata una delle scoperte più incredibili della mia vita. 

A differenze di tutte le altre Tecniche di Memoria questa funzionava davvero e mi stava permettendo di realizzare i miei sogni.

Così non ho mollato, anche se al mio quarto anno avevo dato solo 2 esami, alla fine ho continuato, e grazie al Palazzo ce l’ho fatta. 

E mi porto ancora nel cuore l’ultima domanda dell’ultimo esame di Giurisprudenza che ho dato con il Palazzo (Economia dell’Impresa e dell’Innovazione) 

La domanda riguardava il “Vantaggio Competitivo” e l’ultima immagine per ricordare la risposta riguardava “l’Acquisizione di Risorse”. 

E ricordo ancora il lavandino pieno di Acqua e Riso, un’immagine che mi ricordava “Acquisizione di Risorse” (dato che il Palazzo della Memoria si basa sul posizionare Immagini Mentali in luoghi che conosci). 

Alla fine chiusi quel mio ultimo esame con un 28 per un esame di 1200 pagine preparato in 6 giorni. 

Insomma ho smesso di sentirmi un pesciolino rosso.

E quel bambino bruttino, con la macchinetta, che studiava dalla mattina alla sera per dimostrare di valere qualcosa, si è alzato dentro di me ed ha iniziato a piangere di gioia. 

E dopo questa piccola parentesi intima, torniamo al metodo.

Nella fase di memorizzazione devi memorizzare gli schemi a cascata con il Palazzo della Memoria.

Quando imparerai a farlo ti sembrerà di barare.

Perché il Palazzo della Memoria ti dà la sensazione di andare davanti al professore con il libro davanti agli occhi.

Quello che devi fare è riuscire ad individuare le parole chiave e i dettagli che ti permettono di ricostruire lo schema, e poi memorizzarle con il Palazzo della Memoria.

 Trovi la strategia completa per farlo nel Esami in 7 Giorni.

Quello che ti consiglio di fare nel tuo Metodo di Studio Universitario è distinguere memorizzazione, ripetizione ed esposizione.

Ossia la memorizzazione consiste nel mettere nel palazzo le immagini che rappresentano i tuoi esami.

La ripetizione consiste nel controllare che hai memorizzato.

L’esposizione consiste nell’allenare il linguaggio tecnico che ti servirà a trasmettere al professore la tua preparazione.

Lo studente in crisi puntualmente fa tutte e 3 queste cose con il leggere e ripetere sprecando energie e non facendo veramente bene nessuna di queste 3 attività.

Insomma non solo fanno 3 attività contemporaneamente andando a dissipare energie con il task switching, ma addirittura lo fanno nella maniera più sbagliata possibile: ripetendo e riripetendo fino alla nausea.

Così alla fine arrivano davanti al professore con l’ansia ed imminenti vuoti di memoria.

E in quel caso è molto difficile trasmettere la tua preparazione al professore e prendere 30.

Attenzione: è molto importante rispettare una netta separazione tra la fase di comprensione e quella di memorizzazione.

Ossia una volta finita la fase di comprensione non si aggiungono più informazioni.

Quelle informazioni hai scelto di memorizzare, e quelle porti all’esame. Stop!

Aggiungendo altre informazioni rischi solo di perdere le informazioni che hai accumulato nei giorni precedenti.

Ma ora passiamo all’ultima fase.

Quarta Fase: Esposizione (10%)

Ovviamente non basta andare davanti al professore con una serie di nozioni sconnesse nella testa.

Perché il professore non ci mette 30 per quello che abbiamo nella testa, ma per quello che esce.

Se gli piace quello che esce allora è tutto molto bello e il nostro mondo diventa rosa, fatato e pieno di Pony.

Se invece non gli piace andiamo a zappare la vigna.

Per completare la citazione:

Allora in questa fase andiamo a svolgere 2 attività importantissime:

1) Simulare l’esame.

Andare all’esame senza aver mai simulato la risposta è come andare a cantare una canzone su un palco senza averla mai cantata a casa.

Traspare l’insicurezza, tremi, non sei padrone della risposta.

E il professore questo lo sente.

E se lo sente ti mette un voto sotto il 24.

Simulando la risposta a casa vai all’esame sicuro di quello che sai.

Mi raccomando, mai ripetere le immagini che hai nel Palazzo della Memoria, sempre ripetere l’esame.

È importante farlo ad alta voce e ripercorrendo tutta la risposta, dall’inizio alla fine, proprio come se il professore ti avesse fatto quella domanda.

Anche perché, se non lo facciamo ad alta voce, non possiamo svolgere la seconda attività ossia…

2) Acquisire il linguaggio tecnico.

Diciamo che nei primi anni di università la fase di esposizione deve essere un po’ più estesa, perché hai meno familiarità con il linguaggio.

Imparare il linguaggio tecnico è come imparare una seconda lingua (clicca qui per leggere l’articolo su come imparare l’inglese senza studiarlo).

In Esami in 7 Giorni spieghiamo vari trucchi per farti percepire come un professionista dal professore.

Uno dei più importanti è sicuramente saper usare le parole giuste che lo fanno riscaldare.

Esattamente come se stessimo parlando con una bella ragazza. Cosa vuol dire?

Praticamente ogni professore ha le sue hot words ossia le parole che utilizza di più.

Ha i suoi modi di dire, se li usa è perché lo fanno impazzire.

Non ce ne accorgiamo, perché queste cose operano a livelli inconscio, ma ognuno di noi è attratto da chi ha i modi di fare simile ai nostri.

Cioè tornando all’esempio del cinema e della ragazza, ti rendi conto di quanto sia assurdo il comportamento degli studenti?

In pratica vanno davanti al professore senza pensare minimamente ai suoi gusti, a quello che desidera, a quello che apprezza o non apprezza.

È come andare davanti ad una ragazza e iniziare a parlare senza preoccuparmi minimamente di quello che pensa o preferisce.

A Napoli diciamo “non sputi mai a terra”, cioè parli senza freni ahahahaha

Bene. Ovviamente le hot words non bastano a passare l’esame.

Ma sono molto utili per passare da un livello ottimo 26-28 ad un livello eccellente 30-30 e lode.

Per trovare le hot words del professore, quando prendi appunti a lezione, non riscrivere i concetti a parole tue, ma cerca di rimanere federe ai suoi modi di dire e alle sue metafore.

Ad esempio c’era un professore di civile che faceva continuamente esempi con le caramelle con le ragazze in prima fila.

Parlargli dei contratti a partire dalle caramelle lo ha colpito non poco e mi ha fatto recuperare alla grande un esame in cui non stavo ingranando.

Quindi la Formula per il 30 e lode non è altro che Metodo Universitario, il primo Metodo di Studio che ti permette di lasciare il professore a bocca aperta con una preparazione iper-dettagliata, anche se hai studiato solo pochi giorni e ti caghi sotto di andare a fare l’esame.

Ti consiglio subito di leggere questa lettera prima che chiudano definitivamente le porte di Metodo Universitario:

—> Clicca subito qui per leggere la lettera che io ed Andrea Acconcia abbiamo scritto per rivelarti come laurearti il prima possibile, divertendoti e senza farti consumare dall’ansia!

 

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