Non ho voglia di studiare: come ritrovarla

non ho voglia di studiare

Se ti è mai capitato di dire ” non ho voglia di studiare ” e non sapevi come fare a studiare per l’esame, leggi assolutamente questo articolo!

Ciao, In questo articolo ti racconterò la storia di una mia studentessa di nome Jessica.

Jessica un giorno si è bloccata su un esame e non è riuscita più ad andare avanti.
Con il tempo la questione si è rivelata molto più complessa di quello che sembrava e ora ti spiego perché.

Ti sei mai detto “non ho voglia di studiare” perché hai passato mesi e mesi a leggere e ripetere per un esame?

Oggi parleremo proprio di come ritrovare la voglia di studiare, ma prima facciamo un passettino indietro.

Tutto ha inizio ai vecchi tempi del liceo, quando Jessica andava al classico ed era proprio una studentessa modello.

Studiava tanto, non diceva mai “non ho voglia di studiare” e  prendeva tutti 9 e 10, tanto che alla fine del suo percorsi si è diplomata con 100, per la gioia dei professori e di mamma e papà.

Finito il liceo, si è iscritta all’Università e ha incominciato il percorso di Medicina (e lì di voglia di studiare devi averne tanta!).

Sin da subito si è resa conto del fatto che per avere gli stessi risultati che otteneva al liceo, doveva studiare molto di più e fare molta più fatica di prima.

Pensava di aver imparato un Metodo di Studio efficace dopo tutta la fatica fatta al liceo, ma presto si è schiantata con la realtà dei fatti e la non- voglia di studiare.

In quei 5 anni i professori le avevano insegnato tantissime cose, aveva imparato il greco, il latino e la letteratura italiana.

Ma nessuno le aveva insegnato la cosa più importante: come studiare.

Questo l’ha costretta a fare uno sforzo enorme per mantenere una media alta all’Università, a studiare anche quando non ne aveva voglia.

E’ lo sforzo che fa la maggior parte degli studenti che all’Università hanno una media alta e che io non chiamo affatto studenti di successo. Ora mi spiego meglio.

Per me uno Studente di Successo è quello studente che ha sì una media alta, ma contemporaneamente ha anche del tempo per sé, per le sue passioni, per i suoi amici, per la sua famiglia…e soprattutto ha voglia di studiare!

Non è uno studente frustrato, anzi cerca i momenti per studiare perché è appassionato di quello che fa e non ha la nausea, ma anzi!

Altrimenti non si può parlare di vero successo, per come la vedo io.

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E invece cosa capita all’Università?

Molto spesso capita che arriva un esame che non riesci a superare e che non ti fa più andare avanti.

Tanto che finisci per vederlo come un mostro, proprio come è successo a Jessica.

Ci sono studenti che arrivano addirittura a pensare di lasciare gli studi solo perché sono stati un anno su un esame e non sono mai riusciti a darlo.

E sai cosa significa stare un anno su un esame? 365 giorni a rileggere SEMPRE LE STESSE PAGINE? E certo che non hai più voglia di studiare le stesse pagine in bianco e nero!

Paradossalmente può capitare che questi sono anche studenti con tutti 30 sul libretto, ma per un esame,un solo esame, si bloccano.

Lo danno una volta, va male e non riescono più a presentarsi, perché non si sentono mai sicuri della loro preparazione, e studiano e studiano con la voglia del bradipo “Sid” dell’era glaciale.

 

“No, non mi presento, non mi sento abbastanza preparato… Preferisco riprovarlo al prossimo appello, quando avrò più voglia di studiare!”

È la classica frase dello studente che ama rimandare, rimandare e rimandare all’infinito, invece di affrontare l’esame e capire perché non ha mai voglia di mettersi lì a studiare!

Capisci che il problema qui non è l’esame in sé, ma molto di più?

Il vero problema è il tuo BISOGNO DI PERFEZIONE.

 

Magari vedi il professore come un mostro, oppure ti sei reso conto che è un esame più difficile degli altri, e quindi non riesci ad accettare la tua idea di imperfezione, e automaticamente quando ti accorgi che non hai voglia di studiare ti senti in colpa perché “DOVRESTI VOLER STUDIARE”.

Non riesci a tollerare l’idea che possa andare male e per questo non riesci nemmeno a presentarti all’esame, non sentendoti mai sicuro al 100% di quello che hai studiato. 

Cerchiamo di mettere in chiaro una cosa: è giustissimo chiedersi sempre di più e avere il tarlo della “perfezione”, ma non quando questo ti blocca davanti a un esame e ti fa passare completamente la voglia di studiare!

Ma allora qual è la differenza fra
chiedersi di più ed essere perfetti?

Partiamo dal concetto di perfezione. Non devi innamorarti dell’idea di perfezione, devi innamorarti dei risultati!

Te lo ripeto, non innamorarti dell’idea di perfezione, innamorati del risultato della perfezione.

Questo NON VUOL DIRE ASSOLUTAMENTE CHE TU SEI I TUOI RISULTATI, ascoltami bene!

PerfezioneGli studenti che si bloccano su un esame e che non riescono ad andare avanti, o semplicemente che si sentono in colpa perché non riescono a ritrovare la voglia di studiare, si bloccano perché hanno in testa l’idea di essere perfetti e se i risultati non la confermano, ovviamente vanno in crisi.

Ecco, io ti do un altro punto di vista: innamorati dei risultati che hai e non farti bloccare dall’idea di perfezione!

 

Anche perché ti do una bella notizia: se non dai un esame e te lo porti dietro per un anno, e porca miseria non hai voglia di studiarlo, vuol dire che non sei proprio così perfetto.
Quindi lascia stare questo ideale e guarda alla realtà.

Che sia chiara una cosa: LA VITA NON FUNZIONA COSÌ!! 

Capita di avere in testa questa idea utopica del voler essere perfetti e performanti, di finire di mangiare alle 14:00 e alle 15:00 avere subito tanta voglia di studiare mattoni di libri, però ad un certo punto ti devi rendere conto che i problemi seri sono altri e spesso e volentieri ti prendono di sorpresa.

Questo tuo crearti autonomamente i problemi per rincorrere uno stupido ideale di perfezione, non ti serve a niente e non ti fa crescere, almeno nello studio.

E questo non vuol dire che non devi studiare, che non ti devi impegnare in quello che vuoi fare, anzi!

Il punto è che ti fai proprio la domanda sbagliata!

Parti dal presupposto che vuoi essere perfetto nella tua realtà ideale.

Il punto è che non devi essere perfetto
nella realtà ideale
ma nella realtà reale,
in quello che fai ogni giorno!

Ripeto, non innamorarti dell’idea della perfezione, innamorati dei risultati, quindi delle cose reali che puoi fare!

Non devi immaginati la realtà per quello che deve essere, ma per com’è effettivamente in questo momento. La realtà in questo momento è così, forse non hai voglia di studiare, forse non sai come ritrovare la voglia e va bene, parti da quello. Se hai un esame indietro parti con l’affrontare quell’esame.

A questo punto sorge spontanea un’altra domanda.

Perché stai facendo l’Università?

Magari ti sei bloccato, perché non hai ben chiara la motivazione.

La MOTIVAZIONE è il motivo per cui tu decidi di fare una determinata azione.
Qual è il tuo motivo? Hai mai risposto a questa domanda? 

Perché molto spesso i motivi possono essere questi:

  • “Voglio far contenti i miei genitori”
  • “Voglio aiutare gli altri e quindi scelgo la facoltà che mi permette di farlo”
  • “Voglio dimostrare a me stesso che valgo qualcosa” …

Questi NON sono veri e propri MOTIVI.

 

Quando ti metti in quest’ottica capisci che l’Università è solo una prova da superare, tutto cambia.

Sei disposto ad oltrepassare il fossato che ti separa dal tuo CASTELLO?

Perfezione

Se tu vuoi arrivare al castello, c’è per forza di mezzo un fossato da oltrepassare, perché altrimenti la laurea in medicina se la potrebbero prendere tutti.

Visto che c’è questo fossato da saltare, tanto vale saltarlo bene, no? 

Lo so che possono essere noiose le cose che studi, che spesso non hai voglia di studiare, però se hai deciso che il tuo aiutare le persone deve passare attraverso l’essere medico, devi essere disposto a pagarne il prezzo.

Se in Italia il mestiere di medico passa per quel percorso là, per quanto possa essere difficile, è un prezzo che devi pagare. Perché la vita funziona così, c’è sempre un prezzo da pagare, se tu vuoi davvero fare qualcosa.

Io da sempre ho sognato di diventare un professore universitario, ma quando mi sono reso conto che quella strada aveva un prezzo troppo alto e nemmeno controllabile.

Allora ho deciso di costruirmi la mia realtà e di conseguenza ho scelto di pagarne il prezzo, che è stato molto lavoro e molto studio.

Sei demotivato perchè non vuoi più fare medicina? Non hai più voglia di studiare libroni come Lehninger o Anastasi? Benissimo, valuta le alternative e sii disposto a pagare il prezzo per queste alternative!

Molto spesso ci si innamora dell’idea di qualcosa, ma poi i problemi che si ripresentano sono sempre gli stessi.

Ti faccio un esempio molto concreto.

Io al mio secondo anno di Giurisprudenza ho deciso di lasciare l’Università perché non ero più convinto e non avevo più voglia di studiare, e mi ero innamorato dell’idea di fare Lettere e Filosofia.

Mi ero convinto che se avessi fatto quella facoltà, avrei risolto tutti i miei problemi con lo studio, ma in realtà mi ingannavo da solo.

Ho ricominciato una nuova facoltà, Scienze dell’Educazione, e i problemi che si ripresentavano erano puntualmente gli stessi. Quindi non è che cambiando facoltà, magicamente i problemi si risolvono.

E’ il classico detto “l’erba del vicino è sempre più verde”.

Perché ti innamori dell’idea della perfezione, ma non della perfezione reale!

Ti innamori dell’idea di un’altra facoltà più bella, ma prima di pensarla così, hai veramente visto i corsi come sono, hai visto gli esami come sono, hai visto concretamente che cos’è, hai provato a studiare i libri di quella facoltà, hai visto se hai realmente voglia di studiare quei libri?

Perfezione

Devi avere questa alternativa e per avere questa alternativa, devi concederti la serenità di esaminarla.

E questo vuol dire non giudicarsi perché stai perdendo tempo o perché non hai voglia di studiare! 

Infatti il rischio è che si finisce per dire:

“No, io non voglio perdere tempo, perché se adesso cambio facoltà, perdo tempo, se vado a seguire il corso di un’altra facoltà, perdo tempo..”.

Lo so che a vent’anni c’è questa cosa del ‘non volere perdere tempo’, ce l’avevo anche io.

Però bisogna capire una cosa.

L’unico tempo veramente perso è quello che non vi fa andare verso il vostro sogno!

Tutto quello che non fai verso il tuo sogno è tempo perso, tutto quello che ti permette di crescere, imparare e farti delle idee anche sbagliando, è tutto tempo guadagnato.

Quindi non giudicarti per il tempo che perdi, o quando non hai abbastanza voglia di studiare!

E qui casca l’asino! Strettamente collegato al non giudicarsi per il tempo “perso”, c’è un altro problema.

Per caso vuoi dimostrare qualcosa a qualcuno?

Te la sei mai posta questa domanda?

Tu non devi dimostrare niente a nessuno, mettitelo in testa!

Spesso uno inizia l’Università almeno per uno di questi tre motivi:

  • vuoi dimostrare qualcosa ai tuoi genitori,
  • vuoi piacere ai tuoi amici e
  • vuoi dimostrare qualcosa a te stesso

Primo, non devi dimostrare niente a te stesso perché TU SEI PERFETTO.
Io parto sempre dal presupposto che le persone sono già belle così come sono.

Secondo, non devi dimostrare niente ai tuoi genitori, perché loro ti hanno messo al mondo, quindi non possono non amarti.

Devi sicuramente ringraziarli per quello che hanno fatto e fanno per te, però una cosa è ringraziare, una cosa è farsi condizionare.

Terzo, non devi dimostrare niente ai tuoi amici, perché non puoi fare l’Università per il bisogno di approvazione da parte degli altri.

È profondamente sbagliato, anche se razionalmente può sembrare una bella motivazione.

Devi farti guidare da motivazioni molto più pure, molto più vostre, cioè prenditi la responsabilità delle tue scelte, fai una cosa perché la ami.

Non vorrei però che ti passasse il messaggio che non si devono fare sacrifici. No!

Tanto più se l’università che hai scelto è difficile, bisogna fare dei sacrifici, ma sacrificio vuol dire ‘sacrum facere’, fare il sacro.

Fare un sacrificio è una cosa sacra, perché sacrifichi una cosa oggi, per avere una cosa più bella domani.
Questa è una cosa bellissima se fatta con il cuore aperto o con la gioia.

Se la fai solo per piacere ai tuoi amici o ai tuoi genitori o, peggio ancora, per dimostrare qualcosa a te stesso, non vuol dire fare un sacrificio!

Non ti porterà da nessuna parte. Sarai sempre più o meno infelice per la scelta che hai fatto.

Con questo ho finito e spero che ti sia piaciuto l’articolo.

A presto! 

Andrea Acconcia




Andrea Acconcia, fondatore di Metodo Universitario , co-autuore del libro “La Bibbia dello Studente di Successo” e del libro “I 5 Errori che gli studenti commettono all’ esame”, fondatore del blog andreacconcia.it

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