Schemi a Cascata: 4 motivi per usarli invece dei riassunti

“Non fare i riassunti!? Ma mi hanno sempre detto di riassumere quello che leggevo sul libro! E poi che me ne faccio degli Schemi a Cascata?”

Ciao sono Andrea Acconcia, e in questo articolo ti parlerò del perché i riassunti siano solo una perdita di tempo inutile ai fini della preparazione strategica per l’esame e come utilizzare al meglio gli Schemi a Cascata per ordinare le informazioni nel tuo cervello e ricordare quello che studi, invece di arrivare a fine serata con la testa che ti scoppia per tutte quelle informazioni che non ci stanno.

Lo so che ti suona strano, lo so che è da quando hai messo piede a scuola che ti dicono di riassumere il libro e non hai mai sentito parlare di Schemi a Cascata o alternative valide ai riassunti.

34815720 l compressor 200x300 - Schemi a Cascata: 4 motivi per usarli invece dei riassuntiProbabilmente è da quando hai 6 anni e vai a scuola che fai dei riassunti perfetti del libro, sei diventato un amanuense di professione e hai sterminato foreste di alberi di quaderni pur di non trasgredire le regole.

E anche all’università la situazione non è granché migliorata.

Molto spesso gli studenti tengono più ai riassunti che alle loro mamme, e li custodiscono così gelosamente che per provare a dargli un’occhiata dovresti dargli 2 dosi di metamfetamine e stordirli per un po’ ma forse resterebbero ancora lucidi e ti fulminerebbero subito (per i riassunti questo ed altro :D).

Scherzi a parte, quante volte ti è capitato di fare riassunti di ogni tipo, strappare pagine e pagine di bloc notes pur di farli perfetti, evidenziarli con ogni colore esistente in natura e poi non usarli per studiare?

È assurdo ma è così. Passiamo mesi e mesi a riassumere, per poi ritrovarci a ripetere a pappagallo solo quello che c’è scritto sui libri.

E questo è uno spreco di tempo enorme, un’offesa al tuo valore come persona e dovresti considerarlo al limite della follia.

“Addirittura preparare un esame in tanti giorni è un’offesa al mio valore come persona?!
Ma mi hanno sempre detto che studiare tanto È UN VALORE!!”

Fatti questa domanda: “quanto vale il mio tempo?”

Quanto valgono i mesi chiuso in casa a studiare per un esame? 

Non puoi pensare di perdere tantissimo tempo per svolgere un’attività completamente inutile ai fini della preparazione strategica per l’esame, quando potresti trovare un altro modo molto più efficiente per fare la stessa attività e ottenere il quadruplo del risultato.

È come andare a pesca senza la canna da pesca e pensare di tornare a casa con tanti pesci da fare al forno.

Sì magari ce la fai pure a prenderli, ma prendi solo quelli sfigati che si buttano da soli nella barche (non ho mai capito perché, però vabbè).

 

Quindi nel caso dell’esame, facendo i riassunti magari qualcosa te la ricordi anche, ma perché non incanalare tutte le tue energie a compiere quelle attività che ti permettono di prendere 30 studiando pochi giorni?!

“Cavolo hai ragione! E come posso usare gli schemi a cascata per preparare esami di migliaia di pagine nella metà del tempo?

Certo, gli Schemi a Cascata sono lo strumento più potente al mondo per schematizzare i tuoi libroni da 1500 pagine e ricavarne solo le informazioni utili che ti permettono di prendere 30 all’esame.

E siamo stati io e il mio socio Giuseppe Moriello ad inventarli e portarli in Italia, e soprattutto ad adattarli all’università, in cui i libri ti spezzano la schiena e le lezioni ti tengono inchiodato alla sedia fino alle 8 di sera, senza lasciarti il tempo di respirare.

Quindi andiamo a vedere adesso da dove nascono gli Schemi a Cascata e come possiamo utilizzarli per preparare delle risposte da 30 da dare al professore all’esame.

Da dove vengono gli Schemi a Cascata e perché ti permetteranno di
prendere 30 studiando solo 7 giorni

L’idea di inserire gli Schemi a Cascata all’interno di un metodo di studio universitario deriva dalla nascita delle Mappe Concettuali, inventate dal Professor Joseph Novak, insegnante esperto di tecniche di apprendimento della Cornell University..

Le mappe concettuali sono state create per studenti affetti da disturbi dell’apprendimento, con lo scopo di aiutare gli insegnanti a capire gli studenti capivano oppure no le lezioni.

Mi spiego meglio.

La struttura delle mappe concettuali è pensata per destrutturare i discorsi, e quindi rendere estremamente chiari e semplici quegli argomenti che risulterebbero più complessi se analizzati da un un punto di vista logico e mentale.

Facciamo un esempio di mappa concettuale.

schemi a cascata

 

Come vedi le mappe sono formate da un concetto principale che si divide in più sotto-concetti primari, secondari eccetera eccetera.

Le frecce che uniscono i vari concetti delle mappe concettuali permettono all’insegnante di capire che lo studente ha compreso la logica dell’argomento ed è stato in grado di riportarlo in maniera semplice all’interno di una mappa concettuale.

E gli schemi a cascata non sono altro che una rivisitazione delle mappe concettuali, pensati unicamente per gli studenti universitari.

“Andrè ho capito che con gli schemi sarò un fulmine a laurearmi, ma io non ho disturbi dell’apprendimento, perché dovrei usare gli Schemi a Cascata per preparare gli esami?!”

Ecco, qui ti volevo 🙂

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cani fumosi

So che la tua mente non appena ha sentito “Schemi a Cascata” e “disturbi dell’apprendimento” nella stessa frase è andata in fumo come una sigaretta in bocca a un cane (eh sì).

Ti anticipo che l‘utilizzo degli schemi a cascata per preparare gli esami universitari non ha nulla a che vedere con problematiche come i disturbi dell’apprendimento, quindi non serve avere un disturbo dell’apprendimento per imparare a usarle nel modo giusto, anzi 🙂

Chiarito questo, adesso andiamo a vedere tutti i fantastici benefici del preparare gli esami con gli Schemi a Cascata e come evitare di perdere tempo dietro riassunti che non userai mai.

Voglio rivelarti i 4 PRINCIPALI MOTIVI PER CUI QUALSIASI STUDENTE UNIVERSITARIO DOVREBBE USARE GLI SCHEMI A CASCATA PER PREPARARE GLI ESAMI e bruciare quei MALEDETTI RIASSUNTI.

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1) Gli Schemi a Cascata sono fighi perché cristallizzano il ragionamento.

schemi a cascata

Gretel spinge la vecchia nel forno

Il fatto di destrutturare i ragionamenti e di inserirli all’interno di Schemi a Cascata collegati tramite frecce ti permette di categorizzare meglio le informazioni, invece di buttarle in un calderone indistinguibile di informazioni.

Gli Schemi a Cascata ti permettono di evitare che tutte le nozioni dei tuoi esami si affollino nella tua memoria in maniera forzata, un po’ come fa Gretel quando spinge la strega cicciona nel forno per salvare il suo fratellino Hansel. 

Quante volte ti sei sentito frustrato perché dopo aver studiato 10 ore di fila sei arrivato a fine giornata con la sensazione di non ricordare niente di quello che avevi fatto?

Io mi chiedo come fanno gli studenti a continuare a studiare per mesi quando a fine giornata non vedono mai i risultati di quello che hanno fatto durante il giorno.

Siete davvero grandi, tanta stima per voi!

Gli Schemi a Cascata ti permettono proprio di evitare quell’effetto stordimento a fine serata e ti aiutano a indirizzare tutto quello che studi all’interno di schemi mentali precisi e ordinati, e se fatti bene anche per tanto tempo.


2) Gli Schemi a Cascata sono fighi perché ti fanno risparmiare una marea di tempo che puoi usare per stare con chi ti pare.

water - Schemi a Cascata: 4 motivi per usarli invece dei riassunti

water luminosi e dove trovarli

Molto spesso alla fine delle intense giornate di studio alla sensazione di rincoglionimento totale si aggiunge anche l’angoscia di aver fatto tardi a studiare e di aver buttato la giornata nel water perché poi non ti ricordi un cavolo di quello che hai studiato.

Se vuoi dire addio alle giornate buttate nei water luminosi, e iniziare a goderti le amicizie, le giornate con il tuo ragazzo o la tua ragazza e qualsiasi altra relazione della tua vita che hai messo un po’ da parte,  l’unico modo è studiare con degli Schemi a Cacata.

 

Abbiamo inventato gli Schemi a Cascata proprio per farti immergere totalmente nell’attività che stai facendo (concetto che si chiama FLOW), e aiutarti a schematizzare gli argomenti del libro in pochissimo tempo e divertendoti.

I nostri studenti conoscono molto bene questo concetto, ovvero quello di bilanciare le proprie capacità con la sfida che hai davanti.

Kids playing a video game - Schemi a Cascata: 4 motivi per usarli invece dei riassuntiTi faccio un esempio: un bambino che gioca alla PlayStation ma gioca a un livello troppo semplice si annoia e smette di giocarci.

Allo stesso tempo se gioca a un livello difficilissimo anche si annoia, e magari si innervosisce e spegne la play premendola delicatamente contro la finestra (altro modo gentile per dire spaccare il vetro lanciando il Joystic dalla finestra).

Ma se invece lo stesso bambino gioca a un livello pari o di poco superiore alle sue capacità, il gioco diventa stimolante e lo vedi incollato alla tv dalla mattina alla sera (e vedi anche la mamma che lo rincorre con la ciabatta, però quella è un’altra storia :D).

Le mappe concettuali ti spronano ad andare oltre i tuoi limiti, a scrivere risposte perfette che ti ricordi e in poco tempo.

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3) Gli schemi a cascata sono fighi perché
non devi più 
rileggere il libro la mattina dell’esame  

Uno degli errori più grandi che commettono gli studenti universitari è studiare il libro fino al giorno prima dell’esame (o la mattina stessa dell’esame a volte).

Gli studenti restano ancorati al libro fino alla mattina prima dell’esame, cercando di recuperare tutte quelle pagine che non sono riusciti a studiare a casa. 

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E così la mattina dell’esame vedi una marea di studenti in ansia buttati nei corridoi dell’università con i libri aperti, che cercano di ripetere le ultime cose sfogliando ossessivamente le pagine del libro, senza però riuscire a leggere effettivamente nemmeno un rigo, perché l’ansia del professore chiede proprio quella domanda che non hanno studiato gli sta logorando lo stomaco.

Ecco, gli schemi a cascata ti permettono proprio di liberarti da quel mostro di 500 pagine che ti perseguita e non ti fa dormire la notte, per lasciare spazio a un nuovo mondo fatto di schemi chiari, semplici e lineari, in cui è condensato tutto quello che devi sapere per passare l’esame con un voto alto

Gli schemi ti permettono di ragionare per qualità e non per quantità, per risposte da 30 da dare al professore e non per numero di pagine studiate. 

Capisci che se pure studi 100 pagine in 2 ore, ma poi in quelle 100 pagine non c’è scritto niente di utile ai fini del superamento dell’esame, è come se non avessi studiato niente. 

PER NIENTE/POCO IMPORTANTE PER SUPERARE L’ESAME =
INUTILE DA STUDIARE

 

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per restare in tema cani

I tuoi schemi diventeranno la cosa più preziosa che hai e la cosa bella è che non pesano niente rispetto a quei mattoni che ti porti dietro!

 

 

 

 

 

4) Gli schemi a cascata sono fighi perché
hai poche ma buone informazioni da ricordare

Grazie agli Schemi a Cascata schematizzi solo quello che ti serve per rispondere da 30 al professore, e tutte le informazioni inutili che ti fanno andare in palla i giorni prima dell’esame le lasci a casa, senza il rischio che poi il professore te le chieda all’esame.

Se ti stai chiedendo come sia possibile che il professore non ti fa quelle domande e come fare a prendere solo le domande più chieste, ti dico subito che la risposta sta nella fase di organizzazione dell’OCME, la prima fase del metodo di studio universitario (per saperne di più sull’OCME clicca qui).

Ecco, ora che ti ho dato 4 buoni motivi per usare gli Schemi a Cascata al posto dei riassunti, devi aver sicuramente capito che quando dicevo che le mappe servivano agli studenti con disturbi dell’apprendimento non intendevo dire che devi usare gli schemi perché hai un qualche disturbo dell’apprendimento, anzi.

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troppe informazioni?

Spiegarti da dove derivano gli Schemi a Cascata mi è servito solo a farti capire che partendo da un principio scientifico e funzionante puoi arrivare a preparare delle risposte pazzesche da dare al professore, senza vivere nella costante paura di fare confusione tra le mille mila miliardi di informazioni che hai in testa. 

E tutto il lavoro che può semplificarti uno schema a cascata non potrà mai farlo nessuna mappa, anche se colorata o con tante immagini carine. 

Gli Schemi a Cascata sono l’unico strumento al mondo pensato solo ed esclusivamente per le esigenze di uno studente universitario.

Sono ormai migliaia di studenti che utilizzano gli schemi a cascata per preparare gli esami, grazie ai quali ottengono risultati straordinari. 

Vediamo 2 esempi di schemi a cascata (che si chiamano così proprio per la loro struttura a cascata, vedi come cadono giùùù).

2 ESEMPI DI SCHEMI A CASCATA COMMENTATI DA GIUSEPPE MORIELLO NEL CORSO AVANZATO ESAMI IN 7 GIORNI

 

SCHEMA A CASCATA N°1

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SCHEMA A CASCATA N°2

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Questi sono solo 2 degli schemi dei nostri studenti avanzati commentati da Giuseppe Moriello.

Gli schemi di tutte le facoltà sono inseriti nel manuale avanzato” Schemi a Cascata Leggendari”, del corso Esami in 7 Giorni.

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“Schemi a Cascata Leggendari” è solo uno dei 7 manuali di Esami in 7 giorni.

ESAMI IN 7 GIORNI - Schemi a Cascata: 4 motivi per usarli invece dei riassunti

Dopo questo manuale puoi anche dimenticare i riassunti inutili o le settimane passate ad evidenziare il libro, concludendo poco e niente.

Con gli Schemi a Cascata avrai tra le mani il più potente strumento di schematizzazione mai creato, specifico per studenti universitari. 
Grazie a questo manuale imparerai a fare degli Schemi:

  1. Facili da Memorizzare
  2. Che ti aiutano a ragionare
  3. Che durano nel tempo
  4. Che ti piacciono e hai voglia di rileggere 

Per saperne di più clicca qui >> www.esamiin7giorni.it

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Spero che questo articolo ti sia piaciuto e che decidi di iniziare da subito ad applicare gli Schemi a Cascata ai tuoi esami.

Al prossimo articolo, Andrea 🙂

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Andrea Acconcia

Andrea Acconcia, Mental-Coach, fondatore di Metodo Universitario, co-autore del libro “La Bibbia dello Studente di Successo“, fondatore del blog andreacconcia.it e tuseiperfetto e co-autore del libro “I 5 errori che gli studenti commettono all’esame“, scritto a quattro mani con il professor Francesco Muzzarelli, docente di psicologia presso l’università Alma Mater di Bologna.

 

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