Visivo, Uditivo e Cinestesico: la Grande Bufala.

Giuseppe Moriello - Metodo di Studio UniversitarioVisivo, Uditivo e Cinestesico: Questo articolo sta per distruggere questa divisione tra 3… 2… 1..

Ciao, sono Giuseppe Moriello, il Co-Autore di Metodo Universitario, fondatore di PalazzodellaMemoria.it e di Giurisprudenzafacile.it e alla fine di questo articolo saprai esattamente la verità su “Visivo, Uditivo e Cinestesico”, ossia sui cosiddetti Sistemi Rappresentazionali.

Troppo spesso in Italia i Corsi di Memoria vengono tenuti da motivatori che non sanno nulla di apprendimento, ma che semplicemente ripetono una “pappardella” imparata a memoria che è sempre la stessa da 20 anni.

Questa “pappardella”, infarcita di Motivazione e PNL, contiene anche la Teoria dei Sistemi Rappresentazionali, ossia la divisione “Visivo, Uditivo e Cinestesico”

In questo articolo vado a svelare la verità su questa Bufala della PNL, venduta come Sacro Graal della comunicazione efficace.

Poi andremo a vedere cos’è davvero importante per trasmettere la tua preparazione al professore e farlo sorridere mentre parli.

Inoltre andremo a vedere perché è inutile questa distinzione per le tecniche di memoria (se non controproducente).

Poi infine scopriremo i VERI trucchetti che devi applicare per riuscire a studiare più velocemente grazie alle Tecniche di Memoria.

Ma cosa dice la Teoria dei Sistemi Rappresentazionali?

In particolare la Teoria dei Sistemi Rappresentazionali ci dice le persone si dividono in:

  1. Visive (preferiscono le immagini)
  2. Uditive (preferiscono i suoni)
  3. Cinestesiche (preferiscono le sensazioni)

E afferma che le persone apprendono in maniera differente in base a questa divisione.

visivo, uditivo e cinestesico

Gli “Psico-Corsi di Memoria e Lettura Veloce” presenti in Italia, essendo dei corsi motivazionali, sono basati soprattutto sulla Programmazione Neuro-Linguistica, e la distinzione “Visivo, Uditivo e Cinestesico” è presa proprio da lì.

In realtà quasi tutti i libri, gli ebook e i corsi presenti in Italia contengono questa distinzione. Anche chi fintamente la attacca.

La Teoria dei Sistemi Rappresentazionali è una distinzione presa dalla PNL, disciplina abbastanza discutibile.

Partiamo dal fatto che la Programmazione Neuro-Linguistica è una disciplina abbastanza discutibile. Ecco alcune affermazioni che possiamo leggere nella relativa voce di Wikipedia sulla Programmazione Neuro Linguistica:

  1. La PNL non viene considerata una scienza, ma una pseudoscienza: le sue affermazioni non sono basate sul metodo scientifico, e molte delle tecniche che utilizza sono basate su teorie che non hanno fondamento nell’attuale corpus di conoscenze mediche e psicologiche.”
  2. “Una seconda critica frequente, riguarda l’assenza di prove empiriche e ricerche strutturate per quanto riguarda le teorie sostenute dalla PNL, alcune delle quali contrarie alle attuali conoscenze.”
  3. “Quando le teorie della PNL sono state sottoposte a verifica, sono per la maggior parte risultate infondate.”

Ma lasciando stare l’attendibilità della PNL a noi interessano in particolare gli i Sistemi Rappresentazionali, ossia la distinzione tra Persone “Visive, Uditive e Cinestesiche”.

Le Mega-Critiche contro i Sistemi Rappresentazionali

Oramai centinaia di ricerche hanno distrutto in mille pezzi l’utilità della distinzione “Visivo, Uditivo e Cinestesico”.

Tra gli psicologi che hanno scelto di portare avanti questa battaglia, troviamo nomi come Susan GreenfieldScott Lilienfeld, Barry BeyersteinDemosUsha GoswamiDavid Hargreaves etc.

Addirittura lo psicologo Kris Vasquez ha dato la stangata finale affermando che, non solo questa distinzione non è sorretta da prove scientifiche, ma rischia anche di danneggiare gli studenti date le convinzioni limitanti che rischiano di formarsi riguardo loro stessi. (Vasquez, Kris (2009). “Learning styles as self-fulfilling prophecies”. In Gurung, Regan A. R.; Prieto, Loreto R. Getting culture: incorporating diversity across the curriculum. Sterling, VA: Stylus. pp. 53–63.)

Esempio di convinzione limitante potrebbe essere quando uno studente pensa:”sono uditivo, quindi devo imparare attraverso i suoni”, mentre invece: immagini + suoni = apprendimento più efficace.

In particolare vorrei citare un professore italiano, Alessandro Zocchi, che nel suo libro “Imparare ad Imparare”, ha specificato che:

“Al di là del fatto che vengono proposti diversi modelli di stile (se ne contano fino a 71) e che quindi non c’è accordo tra i sostenitori della teoria stessa, molti studi dimostrano l’inesistenza di stili e canali preferenziali d’apprendimento utili per imparare meglio.

È vero che spesso si hanno preferenze nel modo in cui riceviamo le informazioni (visive o uditive ad esempio) ma il cervello può e deve utilizzare tutti i canali e cercare di apprendere il più possibile in vari modi.

L’integrazione di tutti i dati attraverso tutte le sue interconnessioni farà sì che si sviluppi un apprendimento efficace.

Il cervello si è evoluto per questo.”

Perché allora Viene Insegnata la Distinzione tra Visivo, Uditivo e Cinestesico?

La teoria che sta alla base degli stili di comunicazione afferma che tutti noi abbiamo dei canali di comunicazione preferenziali, e in base a questi abbiamo delle preferenze nel modo di apprendere e di comunicare.

Quindi:

  1. Sei Visivo? Ti piacciono le immagini e pensi per immagini, quindi parli veloce, gesticoli molto, ti piace quando ti parlano veloce e ti piace imparare per immagini.
  2. Sei Uditivo? Allora ti piacciono i suoni e allora ti piace quando uno ti dice “te la senti?”.
  3. Sei Cinestesico? Allora ti piacciono le sensazioni e parli lento.

Ecco riassunte in 3 frasi questa Teoria che viene insegnata in tutti gli Psico-Corsi di Memoria in Italia.

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E quali benefici possiamo ottenere dalla distinzione Visivo, Uditivo e Cinestesico?

Le Utilità che vengono proposte dalla divisione Visivo, Uditivo e Cinestesico sono:

1) Comunichi meglio: perché se ad esempio la persona con cui parli è cinestesica allora parla lenta, e se anche tu gli parli in maniera lenta si innamora di te, viene nelle mutande etc…

1) In Realtà comunichi come una scimmia ammaestratase invece di passare il tempo a scimmiottare la persona che ho di fronte (che magari si sente anche presa per il culo) pensassi a dire qualcosa di intelligente che gli interessa, secondo me sarebbe meglio. Poi vedete voi.

2) Memorizzi Meglio i tuoi esaminei corsi di Memoria viene insegnato il Link Method (che in Italia si chiama Pav), ossia la tecnica di memoria più base di tutte.

Che si basa sul trasformare le informazioni dei tuoi esami in immagini mentali e legarle tra di loro in una storia (come spiego in questo video).

Ad esempio, a tutti i corsi (di qualsiasi azienda, dato che sono tutte copia della copia della copia), ti fanno memorizzare una serie di parole che iniziano con Trottola, Pancia, Lama etc. etc.

Ti fanno formare delle immagini mentali e te le fanno legare tra di loro tramite una storiella.

E secondo loro, a seconda del tuo canale comunicativo, quando crei delle immagini mentali devi fare leva su dei sensi diversi.

Ossia se sei visivo, ti devi focalizzare sugli aspetti visivi.

Se sei uditivo, sugli aspetti sonori.

Se sei cinestesico, sulle sensazioni corporee che provi (state attenti a non venire).

2) In Realtà, se ragioni così, passi la giornata a farti i film in testa: quando vedo utilizzare le tecniche con quest’approccio mi viene da prenderli a matitate sulle nocche.

Prima di tutto, se questa cosa fosse vera l’avrebbero detta Cicerone, Giordano Bruno, Pietro Da Ravenna o Matteo Ricci (i Più grandi Mnemonisti della Storia)

E non mi risulta (e stiamo parlando di gente che memorizzava la bibbia a memoria, non Trottola, Pancia, Lama…)

Seconda cosa, che è la più importante: se la natura ci ha dato vari canali di percezione non ha senso focalizzarsi solo su uno.

Anche se ne abbiamo uno preponderante, non vuol dire che gli altri siano da buttare o che non abbiano impatto.

Ad esempio,

La Divisione “Visivo, Uditivo e Cinestesico” è Fighissima, all’inizio c’abbiamo creduto anche noi e l’abbiamo anche insegnata ma…

Ma poi ci siamo accorti che i nostri studenti, invece di studiare meglio, si fissavano su una cosa inutile.

Cioè, si fissavano sul fatto di acchiappare immagini, suoni o sensazioni.

Mentre le cose importanti sono altre! Infatti…

È proprio per questo atteggiamento che gli studenti universitari smettono di utilizzare le Tecniche di Memoria.

Cioè c’è proprio un feticismo delle immagini, questo volerle creare perfette, buttandoci tempo e salute, che te le fa schifare.

È per questo che il mantra che ripeto continuamente ai miei studenti è:

Ricordatevi che state preparando l’esame, non girando un film nella vostra testa.

Le Tecniche di Memoria non sono una sostituzione, ma un supporto.

Non puoi focalizzarti così tanto sulle immagini, altrimenti non ti rimane il tempo per capire che cazzo c’è scritto sul libro.

Inoltre non conta che tu sia visivo, uditivo o cinestesico, se ti focalizzi solo su una parte dei tuoi sensi giochi solo con una piccola percentuale del tuo arsenale.

Se abbiamo vari canali di percezione perché dobbiamo fissarci solo su uno? Non ha senso e rende il tutto più meccanico.

Magari qualcosa mi va di visualizzarlo, qualcos’altro mi va di immaginarmelo auditivamente. Non ha senso limitarsi.

È solo un giochetto per stupire.

La chiave per applicare le Tecniche di Memoria ai tuoi esami non è in questa divisione, ma lo trovi in questo articolo:

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Ma come faccio a conquistare il Professore se non posso scimmiottarlo parlando e muovendomi come lui?

Il concetto è che andiamo dal professore preoccupandoci solo della percezione che ha di noi.

Ma questa non è tutto, noi non siamo tizio e caio. Siamo uno studente qualsiasi. Ossia un membro di una categoria percepita in un certo modo.

Quindi prima di proferire parola dobbiamo domandarci:”Ma che pensa questo professore della categoria degli studenti?”

E tutti i professori pensano quasi sempre la stessa cosa:”Questo è un altro che vuole fottersi l’esame.”

Quindi se non riesci a combattere questa percezione che il professore ha di te, lui partirà sempre dal presupposto che lo vogliamo fregare.

E cosa succede se lui continua a pensare questo di noi?

Che ogni minimo errore diventa una lacuna insormontabile che dimostra che non abbiamo studiato.

L’ambiente universitario è un ambiente accademico, e in quanto tale è disseminato di “accademici”, ossia di fanatici della materia.

Il tuo obiettivo deve essere

Ad esempio all’interno del Corso Metodo Universitario abbiamo una sezione dedicata appositamente a delle tecniche di comunicazione che qui fuori non possiamo divulgare (qualcuno potrebbe fraintenderle), che ti permettono di fare proprio questo.

In questo modo, ogni singolo errore smette di essere una lacuna devastante e viene percepito come un errore di distrazione.

L’esame non è una valutazione oggettiva, ma un analisi soggettiva di chi ti esamini.

Dicendo le stesse identiche cose puoi prendere 30 o essere bocciato, a seconda di quanto sai indirizzare quest’analisi.

Non parliamo di manipolazione, ma di saper comunicare la tua preparazione.

Ossia se il professore continua a percepirti come “uno che si vuole fregare l’esame”, allora verrai sempre penalizzato.

Invece, se riusciamo a fare in modo che ti percepisca come “uno che si è spaccato la schiena sui libri”, allora abbiamo già fatto metà del lavoro e tutto il resto è in discesa.

Anche perché, se non glielo facciamo capire subito che sei anche tu un “fanatico della materia”, capisci che passerà tutto l’esame a sfidarti, chiedendo anche le virgole?

Quindi se inizia a chiederti le virgole, mi dispiace, ma è perché ti percepisce come un altro che ha studiato in maniera approssimativa e vuole fregarsi l’esame.

E se a questo punto stai pensando:”Sì Giusè, ma basta studiare per farti percepire come uno studioso e prendere un bel voto.”

E invece no. Tantissimi studenti mi contattano tutti i giorni chiedendomi:”Ma io ho risposto, perché mi ha messo un brutto voto?”

O addirittura vengono bocciati anche se hanno risposto a tutto. E ovviamente non sanno spiegarsi il perché.

Questo perché ci hanno detto di studiare ma non come far capire al professore che abbiamo studiato.

Lo so che sembra strano, ma la verità è che TU sai di aver studiato. Il professore non lo sa.

E a volte limitarti a far uscire delle informazioni dalla tua bocca non basta a trasmettere la tua preparazione.

Per questo all’interno di Metodo Universitario 3.0 abbiamo creato un’intera Sezione chiamata Metodo Club.

L’abbiamo chiamata così perché è come il Fight Club, ossia:

“Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club.
Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club.”

Infatti non permettiamo a tutti gli studenti di accedervi, ma solo quelli che sono pronti a detta del Coach che li segue.

Semplicemente perché sono tecniche che puoi utilizzare solo quando sei pronto, e che da una persona qualsiasi potrebbero essere fraintese.

Altro che Visivo, Uditivo e Cinestesico.

Bene! Spero questo articolo ti sia piaciuto e che tu abbia capito cosa realmente è importante per utilizzare le tecniche di memoria e trasmettere la tua preparazione al professore.

Ti ricordo che per avere tutte le informazioni per iscriverti a Metodo Universitario 3.0 basta andare su:

http://metodouniversitario.it/metodo3-0/

Per ordinare il Kit Università facile:

http://metodouniversitario.it/universita-facile/

In bocca al lupo per i tuoi esami!

Applica Metodo

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Riempi libretto

A presto,

Giuseppe Moriello

Co-autore di Metodo Universitario e Fondatore di PalazzoDellaMemoria.it e di Giurisprudenza Facile

“Impara a superare i Tuoi Limiti, per Insegnare agli altri che si può Fare”

 

 

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